attenzione. questo è un post serissimo.

ieri sera leggo questa storia in un interessante articolo sul venerdì di repubblica.
un tizio americano apre un sito softporno, diciamo per passione personale. adotta un’interessante strategia di marketing: l’accesso al sito è a pagamento, ma se mandi il tuo materiale amatoriale accedi gratis. Non necessariamente materiale pornografico, l’importante è che sia exciting. Il motivo per cui questa storia è diventata una storia è che a un certo punto a mandare foto sono i soldati americani al fronte. E già ce ne sarebbe di materia per una storia da raccontare. Ovviamente la cosa a un certo punto smette di passare inosservata e comincia a dare fastidio di qua e di la. Tant’è che il sito finisce sotto processo. Ma, e questo è secondo me un punto cruciale, NON per le foto dei soldati, ma per il materiale osceno. Il sito deve chiudere. Ciliegina sulla torta, il sito chiuderà, ma rimarrà aperto fino alla fine del mese per permettere a coloro che hanno pagato l’abbonamento di usufruirne finché è loro diritto farlo. Non so se mi spiego.

 

 

 

il sito (online credo fino a fine marzo) è: www.nowthatsfuckedup.com

trovate la storia e le foto su Fucked up a cura di G. Ricuperati. Con un saggio di M. Belpoliti. Rizzoli
l’articolo che ho letto sta sul venerdì di Repubblica del 10 marzo, mi pare.   

 

 

 

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