Mike Bongiorno e il gatto collerico

Il parlato televisivo, diversamente da quello radiofonico, non è monocorde (…) In effetti, la varietà d’uso è estrema. Troviamo esempi di parlato informale standard, povero lessicalmente, sintatticamente precario, quale può esser bene esemplificato da molti discorsi di Mike Bongiorno. (…) Quanto alla varietà lessicale del parlato dello stesso presentatore essa è parsa in genere modesta: vi è chi gli ha attribuito la conoscenza di “quindici parole”. Cifra certamente esagerata (ovviamente, verso il minimo): sta di fatto che qualche incidente vocabolari, come quello del “gatto collerico”, lascia intravedere un lessico non propriamente estesissimo. L’incidente del “gatto collerico” fu così riferito dai giornali del tempo: “La signorina Cassarà è venuta in scena stringendo tra le braccia un gatto di pezza: un gatto collerico, ha spiegato, mostrandone la coda dritta e la schiena arcuata; ma quell’aggettivo ha messo in imbarazzo Bongiorno, che l’ha scambiato per il nome di una nuova razza di felini…”.

(riemergo da tre esami, mi immergo a Pantelleria e torno. baci)

p.s. baoooooooooobaaaaaaab

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