23 OTTOBRE | 2 DICEMBRE 2007
teatro piccolo eliseo

DAVIDE ENIA

I CAPITOLI DELL’INFANZIA
CAPITOLO I. Antonuccio si masturba
CAPITOLO II. Piccoli gesti inutili che salvano la vita

io ho visto il capitolo 1, un capolavoro.
non vedo l’ora di vedere il capitolo 2.

lui scrive:
A tredici anni scopri il mondo. Dentro e fuori di te.
Mutano le forme del corpo, mentre una tensione nuova ti spinge ad osservare la realta’: le foglie della magnolia suonate dal vento, il fiammifero e la sua fiamma ballerina, l’ampio giro di gonna di una fanciulla scalza con cui vorresti intrecciare le dita.

Di fronte alla molteplicita’ del reale, comincia la stagione delle scelte.
Lui e’ mio amico e lui no.
Questa e’ la strada che voglio percorrere e quella no.
Lei e’ quella che voglio baciare e tutte le altre no.

In fondo, e’ semplice.
Basta avere il coraggio delle proprie decisioni, e perseguirle.

A tredici anni non esiste una matematica del sentimento. Non ci credi che si possano conquistare esseri umani con la spietata logica del calcolo. Lo sguardo possiede ancora uno straccio di innocenza. Le domande germogliano, le urgenze pungono. Furiose ricadute nella disperazione e immediate risalite nella gioia. Sogni di felicita’ condivisa e cadute basse che feriscono.
A tredici anni si vive una perpetua alternanza emotiva.

In fondo, e’ semplice.
Basta stringere forte le mani, e non cadere.

Di tutto questo parla il CAPITOLO 1, di quel momento di eta’ ruggente ed imperioso, di quel sole sovrano che illumina e acceca, riscalda e disidrata.
I tredici anni in cui si sogna, si agisce e si rischia tutto, pur di essere felici.

Della perdita di tutto cio’ narra il CAPITOLO 2, perche’ il dolore comincia ad essere il sottile filo che tesse assieme i brandelli di realta’, il buio va insinuandosi sempre piu’ negli interstizi dell’anima e la sofferenza buttana inizia a lacerare la carne di cui sono fatti i nostri sogni.

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