un "gioele-abito" per la casa. 

È da un paio di giorni che provo ad aprire il cancelletto di vialeregina con le chiavi di gianicolense. A me sembra un buon segno. Qualche settimana fa il binario dell'armadio è venuto giù sotto il peso delle mie gonne. A suo modo, un altro buon segno.

All'inizio restavo a dormire di tanto in tanto, per evitare a gio' traversate notturne. Poi ho cominciato a dividermi tra le due case, a seconda degli impegni del giorno dopo (un casino: ogni mattina fare mente locale su dove sarei stata il giorno dopo, quali vestiti e quali aggeggi mi sarebbero serviti..). Ad un certo punto ho avuto le chiavi di casa, ed un cassetto nell'armadio. Il mio spazzolino in bagno c'era già da un pezzo. Quando sono arrivati i gatti abbiamo deciso di vivere tutti insieme. Durante tutto questo tempo abbiamo spostato mobili e comprato qualcosa, ridistribuito quanto stava nei pensili della cucina, trovato lo spazio dei libri, degli strumenti musicali, delle sciarpe, giacche, borse, scarpe. Accolto insieme alle due palle di pelo le loro ciotolecibolettierapallettetrasportiniecc. Spostato il letto sotto la finestra. Riempiti i vasi di terra e piantine un po' volute un po' portate dal vento. Pian piano, come fosse un puzzle, le cose trovano un loro posto e la casa prende le sembianze di “casa nostra”, come se ci stesse indossando e si vedesse sempre più come le stiamo. Quando alla fine vedremo com'è, sarà il momento di cambiarla. Ma credo sia giusto così.

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