scrivano e ravizza, chi sono costoro?

raramente finisco nella sala d'attesa del mio medico di famiglia.
(per intenderci sul "raramente", l'ultima volta che sono entrata nel suo studio lui mi ha studiato a lungo con la fronte corrugata e alla fine ha ammesso di non ricordare chi fossi…)

non essendo avvezza al luogo, finisco sempre per essere scavalcata da tutti quelli – più accorti e con più familiarità di me – che "devono solo ritirare una ricetta". quindi in fila rimangono tre vecchi ed io. "due persone prima di me, non ci vorrà tanto", penso

ovviamente mi sbaglio, ciascuno dei due ci metterà un tempo incredibilmente lungo.
nel frattempo – poiché ovviamente si conoscono tutti – gli altri si aggiornano sulla loro situazione di salute, non tralasciando dettagli su amici, parenti, conoscenti e qualunque altro caso medico possa essere significativo.

nel vano tentativo di non impicciarmi frugo tra le riviste a disposizione.
sono tutti settimanali di gossip.
è indescrivibile, ed impagabile, il senso di estraniamento assoluto che accompagna la lettura di queste pagine.
vengo a conoscenza dei movimenti sentimentali, immobiliari, vacanzieri di perfetti sconosciuti, nonché dei loro gusti su abbigliamento ed in cucina.
l'effetto è come se finissi catapultata in mezzo ad una fitta conversazione tra portinaie di una volta che si scambiano informazioni su tutto il quartiere. con la differenza che loro eviterebbero di prendere troppo sul serio i protagonisti delle varie faccende.

"bebè in arrivo per il figlio della signora del terzo piano"
"silvia chelucci è incinta?"
"marietta villi sviene per il suo nuovo tatuaggio"
"il nuovo amore della sorella di mia cognata"
"titti regina di twitter"
"la commessa del negozio all'angolo rischia di nuovo il carcere"
"una giornata nella vita di francesco predi"
"la moglie dell'avvocato Ricci: "Per Mario c'è sempre un letto a casa mia"

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