VIII giorno 18/09

Per oggi non segnerò il cibo. Qua ad Hanga è sempre simile. Lo schema è lo stesso.

L'unica cosa degna di nota sono i fagioli, che hanno reso Ele felice sia a pranzo che a cena.

Sveglia a ridosso della colazione: facciamo tardi per la prima volta. Dopo Marco ci spiega che possiamo andare al matrimonio e che la gente che ci vuole conoscere la incontreremo lì. Ma prima andiamo alla sartoria a comprare stoffe e ordinare due casacchine. Non abbiamo idea di quanto ci costerà!!!

Alle 10 siamo alla Parrocchia S.Teresa. Dei bambini ci assalgono: dicono di essere i figli o i fratelli piccoli di Cristiano Ronaldo, Kalò Toure, Michael Jackson. Mi chiedo se è il caso di dirgli che il loro papà è morto.

Marco dice che stiamo per conoscere l'Afrika time. Son le 10 passate e non c'è ombra di sposi, ma neanche di coro o di invitati. Dopo una mezz'ora arrivano jeep decorate follemente, moto che fanno suonare il proprio antifurto e pullmini senza capote.

Sul sagrato le donne urlano, ballano, cantano. Lo sposo, piccoletto, è accompagnato da un gigantesco testimone. Marco gli accenna che vorremmo fare delle foto. Lo scambio culturale va a buon fine.

Non vediamo arrivare la sposa perché è già dentro, vestita di bianchissimo in modo moderatamente kitsch. Sta aspettando lo sposo seduta al suo posto, mentre lo sposo stava aspettando le donne scatenate.

La cerimonia è intensa: le parti importanti vengono sottolineate da urli all'indiana, donne che si buttano a terra, corone di fiori e triple strette di mano.

Al termine Marco parla davanti all'assemblea e ci presenta mentendo un po' sulla nostra storia. Ci rivela poi di aver raccontato che abbiamo digiunato tre mesi prima del matrimonio, facendo tre ore di adorazione al giorno.

Dopo pranzo sveniamo per un paio d'ore e poi andiamo a vedere il ricevimento. In un grande piazzale, vicino alla cava dei bricks, da una parte un folto capannello di uomini circonda gli sposi che ricevono i regali, mentre dall'altra una trentina di donne danza la CHO MANGA. Una danza complessa e faticosissima. Ma le donne, dai 20 ai 60 anni (credo: perché l'età dei tanzaniani è indecifrabile) resistono e alla grande. Ele viene invitata a ballare e dopo alcuni attimi di esitazione si lancia con grande successo!!!

Tornando elettrizzati verso il monastero incontriamo un gruppetto che suona e danza TODI, un'altra danza rituale. Sono ubriachissimi e noi ce ne andiamo volentieri dopo esserci divertiti della situazione e del modo buffo in cui cercavano di ricordarsi le strofe.

Continuiamo la strada, passiamo accanto ai festeggiamenti per l'arrivo del vice vescovo.

Al Papaya Garden continuiamo la chiacchierata con Marco; ci racconta che quando era in Italia beveva 2/3 bottiglie di vino e 8 birre stile Tennent. Diremmo oggi – la nostra guida è un ex alcolista! Dopo cena andiamo in Chiesa per la Compieta. Ma pare sia stata annullata; c'è una riunione.

Proviamo ad andare a dormire alle 20.30 ma RAID si è impossessato della nostra stanza. Riusciamo ad entrarci alle 21 passate, dopo un duello a NOMI COSE CITTA'.

(scritto da gio, viaggio planetviaggi)

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