XII giorno 22/09

La guest house delle suore, oltre ad aver delle oscene statue nel giardino (leoni, zebre che giocano alla cavallina, giraffe, scimmie che brindano e misteriosi occidentali anni '50 con una birra in mano) è immersa in uno zoo! La notte è trascorsa tra versi di infiniti animali e all'udire un verso che sembrava eccessivamente vicino, abbiamo coraggiosamente deciso di accendere la torcia alle 4 del mattino. Si è scatenato un'impressionante ululato di tutti i cani (ci auguriamo) della zona. Abbiam spento e alle 6.30 tutti in piedi.

Colazione con finte briochine siciliane, frittata con patate, tè. Alle 7.30 via in macchina. Si fa nell'altro senso la strada impossibile dell'andata. Scopriamo che solo le città hanno le strade asfaltate e l'elettricità pubblica. L'erogazione di Acqua e Luce negli altri posti nascono principalmente dall'iniziativa di missionari e ordini religiosi.

Alle 10 siamo a Mbinga a comprare del caffè che mai berremo, alle 11.50 siamo davanti ad un fiume con una strana struttura di legno attorno ad un grande albero (diventerà una sorta di belvedere) a contemplare la diga che fornisce di elettricità continua le suore di Chipole che stiamo andando a trovare. Siamo davanti al fiume per uno snack: PANE che RICORDA LE BRIOCHINE e PANE che RICORDA LE CASTAGNOLE, BANANE, NOCCIOLINE, ANACARDI, STRANE PATATINE SPELLATE. (Sembra il pranzo ideato da un bambino)

Poi via all'orfanotrofio di Chipole.

Accolgono la macchina dei bambini che rischiano di essere arrotati. Ele viene rapita da Olga, una bimba di 2/3 anni che sorride. Il mio rapitore invece non sorride ma è determinato. Mi prende il mignolo e non lo lascia. Prendiamo in macchina i pennarelli e la macchina fotografica. Un po' di scatti e sentiamo il racconto di una lì in missione. Starà lì per un anno. Noi intanto siamo braccati. I bambini sono splendidi. Sembra un asilo. Non dà alcuna idea di squallido. E ciò non ti fa rendere veramente conto che si tratti di un orfanotrofio. Ti piacerebbe portartene uno a casa…e da questo pensiero partono riflessioni sociali e politiche che sarebbe lungo riportare qui.

Di nuovo in viaggio per essere alle 14.45 in un baretto di Songea (proprietà dei monaci) a bere una disgustosa COKE con Marco.

Alle 16 siamo ad Hanga dove compriamo altre stoffe e ritiriamo una bella maglietta (Ele) ed un'informe casacca (Io).

Poi in camera a cercare di dormire: tentativo fallito (causa forte mal di gola). Alle 17.30 FINALMENTE LAVIAMO I CAPELLI AD ELE!

Mentre Ele si apposta dinanzi alla guest house per elemosinare un po' di corrente per il phon (impresa non riuscita), mi rigiro nel letto per un terribile mal di gola cercando di svenire (impresa non riuscita).

Entrambi sconfitti andiamo a cena (tipico pasto Hanga) ed alla fine un vecchio monaco di Hanga, a cui ci eravamo già presentati, affetto da arteriosclerosi ci importuna ripresentandosi e raccontando sempre le stesse cose.

Dopo cena andiamo a prenderci una birra al buio (l'elettricità ha scioperato) con i vari Hangani e ci ritiriamo alle 23.

Alla fine Bro. Marco neanche l'abbiamo salutato.

(scritto da gio, viaggio planetviaggi)

Annunci