XVIII giorno 28/09

Con un sorriso realizziamo che dopodomani siamo a Roma (a Dio piacendo). Siamo un po' stanchi e il microletto delle suore di Morogoro non aiuta il morale.

La mattina lottiamo come al solito per ottenere la colazione e aspettiamo fino alle 11.00 l'arrivo di P. Bernard (very african time). Nel frattempo sfogliamo il catalogo IKEA su iphone e decidiamo quali pareti andranno colorate.

Partiamo per Dar e alle 12.30 ci fermiamo a pranzare da Salim, un musulmano molto servizievole (uno che sa fare gli affari). Pranzo al buffet con le solite cose (non ne possiamo più) e ci rimettiamo in marcia. In macchina (un jeepone toyota bianco molto tascio con i vetri oscurati) c'è un cd che ci rende dei pappa in giro per le strade, e la nostra colonna sonora di questi giorni – Frankestein place, Femme Fatale, Nani Nani, Re Leone (quando Simba torna a casa) – vengono insidiate prepotentemente da FIRE for FIRE registrata sia sulla traccia 1 che sulla 6.

Alle 15.30 arriviamo alla corrispettiva tanzaniana della CEI, la CET che ha tra gli altri locali, un ostello interno e pare che qui dormì Giovanni Paolo II quando venne in Tanzania.

Riposiamo fino alle 17, controlliamo internet, e andiamo al bar aspettando P. Bernard con un UHURU (significa indipendenza). Alle 18.15 ci raggiunge il P. e alle 19.15 andiamo con un autista allo Slipway, locale fashion e molto curato, sul mare; qui Dar sembra una città chic.

BEEF SAMOSA, WATERFRONT SALAD, BEEF FILLET "CAFé de PARIS" e 1lt di birra a testa.

Si va a dormire dopo una piacevolissima serata.

(scritto da gio, viaggio planetviaggi)

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