questo blog è rimasto fermo all'ultimo giorno del viaggio di nozze, appena prima di tornare. in un certo senso anche io sono rimasta ferma lì, per mesi.


mi sono chiesta se avesse ancora un senso questo blog. adesso mi sono resa conto che davvero è mio, sono mia*. mi somiglia, parla di me, mi fa parlare.


ho deciso di smuovere questo stagno (ma sarà il caso di ravvivare un po'? da brava femmina quando tira l'aria mi taglio i capelli e riarredo) perché troppo si sta smuovendo e da qualche parte lo devo dire.

sono contenta del fatto che a dar vi(t)a al movimento dentro e fuori è la RICONOSCENZA e il RICONOSCIMENTO che va e torna tra me e alcune donne.



sono grata a Pina Nuzzo, e all'UDI, e al blog fareilpunto per il sostegno ma soprattutto per quanto continuamente mi insegnano sulle relazioni tra donne.

sono grata a Federica G., a Teresa e alle diversamenteoccupate.

sono grata a mia mamma, alle mie nonne, a maria.


intanto cominciamo da questo.

 



*è una svista. non mi ricordo neanche più che cosa volevo dire, ma non ci penso nemmeno a levarlo. è poco da me, questo post, ma è molto femmina.

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