le pareti hanno un bel tatuaggio d'umido, i pannelli si ostinano a non voler stare insieme alle piastrelle sulle pareti, il termosifone fornisce acqua all'altrimenti schizzinosa lilith, e via così.

io, più passa il tempo, più penso ad un'altra casa, ma non per l'elenco di cui sopra, ma perché sogno un angolo lavanderia, una stanza lavanderia, tutto un piano possibilmente.

voglio una schiera di portabiancheria, per selezionarla a monte: bianco, nero, colore, 30°, 40° a mano.

un'intera scaffalatura per i detersivi in polvere, liquidi, per capi delicati, il perborato per i bianchi, l'ammorbidente, lo smacchiatore, i foglietti magici, il rimedia danni di quando ti sei dimenticata il foglietto magico.

un lunghissimo stendino.

e già che ci sono un armadietto con il piano per stirare e tutto l'ambaradam, ferro con caldaia compreso (quello che sta per arrivare, e che secondo me come minimo si prende lo spazio dei miei libri di filosofia, tomi platoniani compresi). e una sedia dove riporre agevolmente la montagna di roba da stirare.

ecco.

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