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è un bel momento. sono giorni in cui torno alle cose passate (foto, canzoni, libri…) ma senza nostalgia, come un ripasso. e il risultato è un senso di autocelebrazione.

mi sono sentita frammentata fino a poco tempo fa: un collage di vite precedenti anche un po’ incompatibili l’una con l’altra. Ma tenacemente ho pensato sempre che le mie cosiddette contraddizioni, ciò che sono, devono poter convivere, senza costringermi a scegliere tra l’una o l’altra.

è successo nel frattempo che tutto l’arco tra i 12 e i 32 anni, tra l’inizio di me come mi conosco (non so ancora come pensare agli anni prima, ma non è una cesura conflittuale) e il mio presente, è diventato fluido. sono io, finalmente una. (curiosamente, adesso.)

cosa ha permesso questo sciogliersi dei nodi, questo sgombero di interruzioni? Non ho dubbi, lo so da anni e so che è per questo che ho scelto di dedicarvi buona parte della mia vita: la fede e il femminismo. (a proposito di cosiddette contraddizioni…)

e non ho fatto altro che sentirmi sbagliata, ed ho cambiato tutto di me perché non ero abbastanza…

ho risentito adesso queste parole di carmen consoli (anche nota come carmela consolami) e ho capito. così ero io prima dell’irruzione della fede e del femminismo nella mia vita, e da lì mi hanno tolta.
tra tutte le motivazioni che mi spingono a continuare a coltivarle (è giusto, è necessario, è nei miei desideri) la gratitudine rimane quella più profonda, la più vitale.

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