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ore 3.47
giovanni russa, la gatta pure.
il gatto-messner abbarbicato su di me fa le fusa sovrastando gli altri due.
io sveglia, sveglissima, aiutami a di’ sveglia.

vado in bagno.
torno.
messner si abbarbica e fa le fusa.
prego un po’.
n’altro po’.
accendo la luce, finisco l’ultimo libro che ho iniziato.
starnutisco.
finisco un altro libro iniziato un po’ di tempo fa.
penso al fatto che paradossalmente tra tre mesi comincerò a morire di sonno.
vagheggio una speranza di prendere i ritmi veglia-sonno di mio figlio, o viceversa.
mi alzo a prendere i fazzolettini.
mi sposto sul divano, avvio una partita a burraco sull’ipad (mannaggia a mio suocero che mi ha fatto scaricare l’app)
il fedele compagno messner, un po’ addormentato, mi segue.
dopo un po’ arriva la gatta, si affaccia da dietro il divano con un’espressione tipo “ma che state a fa’?”.
si abbarbica pure lei.

ore 5.28
torno a letto e, finalmente, mi addormento.

in tutto questo messner è felicissimo per questo inaspettato momento di intimità.

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