Tag

, , ,

Stamattina sono stata ad un bellissimo incontro su Self-help, nascita e maternità. Non ho potuto seguirlo tutto, e mi sono persa degli interventi che mi interessavano, però quel poco che ho seguito è stato molto interessante.

Ho visto un video di parti naturali in posizione accovacciata, terrorizzante ed entusiasmante allo stesso tempo.

Ho scoperto che si potrebbe vivere la gravidanza facendosi accompagnare da un’ostetrica invece che da una ginecologa, riducendo al minimo la medicalizzazione.

Mi hanno ricordato che sono io che faccio nascere mio figlio, e non altri, come si è soliti dire (X è il medico che ha fatto nascere mio figlio…). E che le donne partoriscono da sempre, sono capaci di farlo e gli operatori dovrebbero assistere ed accompagnare il parto, anche non intervenendo affatto (è possibile, è normale, siamo noi che siamo abituate a dare per scontato il contrario…).

Ho scoperto che esiste una legge per cui dovrebbero rimborsarti almeno in parte le spese se decidi di partorire in casa assistita da un’ostetrica, ma che nel Lazio solo una donna è riuscita ad ottenere questo rimborso, e sostanzialmente perché nella sua ASL di riferimento nessuno sapeva nulla e dopo mille peripezie hanno pagato la fattura dell’ostetrica ed è finita lì.

E un sacco di altre cose.

Ero molto contenta, incuriosita, e piena di interrogativi: mollo la nuova ginecologa che mi piace un sacco e mi cerco un’ostetrica? (no) mi organizzo per un parto in casa? (anche no) come sarà l’approccio là dove vorrei partorire? (sarà il caso di informarmi..) mi toccherà discutere? (speriamo di no, ma possono mica costringermi a far qualcosa che non voglio!? sarà il caso di informarmi…).

Tutto questo fino a quasi ora di pranzo, quando, un attimo prima della pausa, mi è toccato sentire una serie di stronzate in progressione, scusate il francesismo.

La relatrice si avvia a concludere il suo intervento riportando alcune riflessioni sul matriarcato, tema dei suoi studi degli ultimi dieci anni circa. Tra le cose più belle, la descrizione della Venere di Laussel, una figura femminile stilizzata con un mano sul ventre e un’altra in alto, che tiene un corno con 13 tacche, ovvero i 13 cicli lunari: “come in alto, così nel mio corpo”. E fin qui.
Poi apprendo dalla relatrice che:
– “noi pensiamo che il mito di creazione di Adamo ed Eva sia tra i più antichi
“noi” chi? non entro nel merito del fatto che non è propriamente un mito, e sorvoliamo sul fatto che le Scritture riportano due racconti di creazione, non uno. Ma all’interno delle Scritture stesse si tratta di testi molto tardivi, non è che la Bibbia è stata scritta cominciando da “Cap.1, La Genesi”. Ora, senza voler esaurire la complessità di questi testi e senza voler aprire altre questioni, due-tre cose le preciserei. Sono testi scritti in “dialogo polemico”, diciamo così, con i racconti di creazione pre-esistenti del Vicino e Medio Oriente Antico (e che quindi non hanno mai avuto la pretesa di essere tra i più antichi). E il loro obiettivo non è, come ritiene la relatrice, privare di fondamento culture matriarcali preesistenti, ma varie altre cose, tra cui inserire la creazione in una struttura liturgica e demitizzare alcune realtà cosmiche (come per esempio il sole e la luna, considerate divinità in alcune culture, e che di proposito vengono nominati come “luce maggiore e minore”).
– “e pensiamo di dover andare in giro a spargere questa buona novella
“buona novella”, di per sé, è traduzione della parola “Vangelo”, che ha ovviamente a che fare anche con Gen 1 e 2, ma ecco, diciamo, che stiamo mettendo insieme un po’ troppe cose con un po’ troppa leggerezza.
– “se poi pensiamo che per la Chiesa l’atto tra un uomo e una donna da cui nasce una nuova creatura è il più grave dei peccati
ehm, no.
– “e infatti Maria era vergine
al di là della questione di fede, la verginità di Maria riguarda la divinità di Gesù, non la peccaminosità dell’atto sessuale.
– “ma non poteva essere vergine dopo il parto, e infatti pensiamo al dogma dell’Immacolata Concezione, no?”
no. il dogma dell’Immacolata Concezione non riguarda il fatto che lei abbia concepito senza peccato, ma che lei sia stata concepita senza peccato.

ora. uno può credere o non credere quello che vuole, ci mancherebbe. e nessuno mette in dubbio che i racconti di creazione e la figura di Maria siano stati utilizzati, per lunghissimo tempo, anche per sostenere l’ideologia patriarcale (ma io sono fermamente convinta che non siano, di per sé, patriarcali). e nemmeno si mette in dubbio che la morale cattolica sia stata fortemente repressiva fino a poco tempo fa (ma neanche ignorare 50 anni di storia recente…). e ovviamente ciascuno studia quello che preferisce, e non è tenuto a conoscere i dettagli di altri ambiti.

Ma, come giustamente diceva una teologa femminista che amo molto: “Di ciò di cui non si sa, sarebbe meglio tacere”.

*per i perplessi, è una citazione di questo titolo, rivisitato per l’occasione.

Annunci