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non so se è normale o se sono io o se è perché è arrivato all’improvviso dopo tanto tempo, ma di fatto io ancora non mi capacito di essere incinta.
figuriamoci che a un certo punto sarò mamma.
è allo stesso tempo una cosa così naturale e così incredibilmente pazzesca!
(d’altra parte, tutta la Creazione è una cosa naturale ed incredibilmente pazzesca)

una cosa però l’ho capita.
questa esperienza è, per me, fare spazio.

innanzitutto, evidentemente, spazio nel mio corpo.
il piccolo alien si espande e sposta organi, toglie il fiato (letteralmente).

adesso poi che siamo nella nuova casa, quella in cui presumibilmente arriverà, bisogna fargli spazio nell’armadio, tra le mensole, in quella che era la mia camera e che sarà la sua.

e per far questo ho dovuto eliminare un sacco di roba, che era conservata lì…boh, a futura memoria, o pa duminica ‘i Paimme, come si suol dire dalle mie parti. appunti di esami che non ricordo nemmeno di aver sostenuto, dispense gastronomiche, gli scambi tra sensibili guerriere. capitoli di vite precedente.
per far posto a lui, devo fargli spazio anche nella mia storia, lasciando andare un po’ di passato perché «noi viviamo questo momento e questo momento è eccezionale. Il futuro ci importa che sia imprevisto, piuttosto che eccezionale» (Carla Lonzi).

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