(scritto il 10/06/2014)

oggi è il primo giorno del quarto mese di Tancredi, il primo giorno del quarto mese da quando ho partorito, da quando abbiamo iniziato.
se io avessi un lavoro tipo un lavoro d’ufficio (ma possiamo tranquillamente dire “se io avessi un lavoro” e basta) si sarebbe concluso il periodo di maternità obbligatoria. Troppo presto per me. Troppo piccolo lui.
è talmente evidente che stamattina ho cercato in rete per accertarmi se veramente si dovrebbe tornare allo scadere dei tre mesi, perché non me ne capacito. e la rete è tutto un “mi sento in colpa”, “ma no, non sentirti in colpa, sei una donna non solo una mamma, ci sono anche altre cose importanti nella tua vita”. questa cosa non mi convince per niente. o meglio, mi convince tantissimo: certo che sono una donna e non solo una mamma ecc.ecc. ma ho l’impressione che il sottinteso (e neanche troppo sotto inteso, anzi spesso proprio esplicito) messaggio da una parte sia “io in realtà non ho nessuna voglia di tornare a lavorare, mi fa proprio male dover cambiare questa relazione in questo momento” e dall’altra ci sia un tentativo di convincerci che tutto sommato non è così grave, anzi forse è proprio la cosa giusta per te! quasi fosse una riconquista di spazi perduti.
ora, è parecchio chiaro che la relazione con un neonato è tendenzialmente totalizzante e che non è detto che si viva bene questo aspetto (a dir la verità, se una vorrebbe essere altrove credo sia logorante), ma è anche vero che un bambino di tre mesi è obiettivamente piccolo.
io non sono per niente una che pensa che si dovrebbe far la mamma in un certo modo, e che se torni a lavorare il giorno dopo il parto non va bene (ricordiamoci che tanto qualunque scelta fai in quanto neomamma, c’è qualcuno che pensa che stai sbagliando e ci tiene a fartelo sapere).
però sono dell’idea che tre mesi siano pochi per stabilire con una norma che si debba rientrare a lavorare.
vero è che la stragrande maggioranza poi “attacca” la facoltativa e via dicendo, ma se è così è perché evidentemente la stragrande maggioranza sente che non è il momento di tornare. ed è altrettanto vero che molte tornano perché costrette a vario titolo. e che questo tra l’altro si porta appresso una serie di conseguenze su cui si potrebbe riflettere (lo svezzamento anticipato che ormai si dà per scontato nonostante tutte le linee guida consiglino l’allattamento esclusivo fino al sesto mese, enormi problemi di organizzazione tra nonni, nidi che non ti prendono, nidi privati che ti costano più di quanto guadagni “e quindi a ‘sto punto ci sto io” ma anche no…).

(to be continued…evidentemente)

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